Grenadier, l’off-road ha trovato il gigante che non teme nessun ostacolo

Il test drive del fuoristrada nuovo di zecca che non esisteva prima e che è nato da una scommessa tra amici in un pub e frutto della visione di un uomo: Jim Ratcliffe, patron di Ineos.

di Paolo Rossi

INVERNESS – E dove, sennò? Dove avrebbe dovuto svelarsi al mondo uffcialmente, il Grenadier di Ineos, se non nel fango scozzese, nei laghi malmostosi e nei luoghi cari allo James Bond di Sean Connery, che più di un orgoglioso scozzese non poteva essere? Eccola, dunque, la nuova creatura dell’automotive 2023, un fuoristrada che nasce dal passato e gli fa l’occhiolino senza alcun timore di passare per analogico in un mondo digitale: Grenadier. Accidenti, se è robusto. Ci si può davvero andare dappertutto, forse si inventeranno qualcosa anche per andare sott’acqua.
Ma la squadra di Ineos, ingegneri ed istruttori che si sono prodigati nelle spiegazioni (teoriche ed empiriche) del nuovo fuoristrada, non ha voluto che si accelerasse del tutto, quasi come a dire: “Tranquilli che vi stupiremo con effetti speciali”. Beh, hanno tutto il tempo del mondo e nessuna concorrenza.

C’è un’altra vettura in giro come questa? No, ed è proprio per questo che l’hanno creata. La sua nascita è già leggenda, ormai edita dapperutto: il gruppo di amici che riunisce in un pub londinese e l’argomento di chiacchiera va a finire su un argomento caro ai commensali, quello della mancanza di un fuoristrada con i contro…fiocchi che possa supportarli nelle loro uscite in natura. “E allora ce lo facciamo noi!” esclamò Jim Ratcliffe, che non poteva sopportare l’idea di non poter smanettare al volante nella “giungla” del regno Unito.
Scherzi, e verosimili dialoghi a parte, sir Ratcliffe ha dato via e realizzato quel sogno visionario, ha chiamato la macchina Grenadier in onore di quel pub (che poi s’è comprato) ed eccoci all’oggi. All’intermo di una macchina che, con tutti i tasti in alto sembra un aereo. E la squadra manager è talmente tanto sicura dei propri mezzi che non ha mai usato i differenziali, nemmeno quando al tester sembrava fossero necessari.

Fango, acqua, melma e rocce. Il Grenadier non ha fatto una piega. In quel giorno di prova non nevicava, ed è dunque l’unica variabile meteo che lasciamo con il punto interrogativo. Ma, oggettivamente, per chi ama il genere è un oggetto imperdibile. A prescindere dal costo (siamo un po’ oltre i 70mila euro). Ma che sia campagna, montagna, collina, chi lo guida saprà di essere in botte di ferro..
Per cui tornano attuali le parole di Stefano Gavioli, Responsabile Mercato Italia & Grecia del brand: “Ci rivolgiamo anzitutto agli utilizzatori professionali, quindi a chi ha bisogno di un 4×4 vero come strumento di lavoro, ma anche ai privati che necessitano di un fuoristrada autentico per un qualsiasi motivo, ad esempio perchè vivono in campagna o in località montane. Poi c’è il bacino degli appassionati di offroad, cioè di chi sta aspettando una vettura del genere da anni e la utilizzerà per svago. Infine ci sono tutte quelle aziende e quelle realtà potenzialmente interessate al Grenadier per le loro flotte”.

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